Liber-azione

Personale di Patrizia Giambi

marmo – libreria d’arte contemporanea

Inaugurazione Sabato 1 Dicembre 2018, ore 17.30

2 Dicembre 2018 – 6 Gennaio 2019

 
 
 
 

Sabato 1 dicembre 2018 nei locali di marmo-libreria d’arte contemporanea, in Corso Garibaldi 152-154, Forlì, Patrizia Giambi inaugura Liber-azione, la sua prima mostra personale nella sua città. Liber-azione, già dal titolo, parla di azioni che concernono i libri (liber, libro in latino), intesi come oggetti, strumenti di conoscenza, espressioni artistiche, che contestualizzano l’esposizione di Giambi all’interno di una libreria d’arte. 

Il libro, secondo l’artista, rende liberi, se e solo se ci si avvicina ad esso con un approccio dinamico, in movimento e non statico: ciò che si apprende da un libro, per avere un significato e un valore non solipsista, va continuamente messo in discussione, “ricollocato”, oltre che “spolverato”, così come gli allestimenti sugli scaffali della libreria. 

Liber-azione si compone di opere storiche e di nuovi lavori pensati appositamente per gli spazi di marmo; Giambi si concentra sul binomio immagine – parola, riflettendo sul rapporto che tra queste intercorre, di complementarietà, di straniamento, di spiegazione denotativa; l’arte non solo è un linguaggio, ma spesso ne è anche la critica, per cui lingua e immagine sono inevitabilmente connessi, nella loro forza espressiva, così come nei loro limiti. 

Nel corpus delle opere presenti in mostra è incluso anche un lavoro partecipato, tramite il quale i visitatori potranno interagire con i libri presenti in negozio e che si andrà definendo durante l’intera mostra. 

Oltre alla parola, un altro fil rouge di Liber-azione è l’utilizzo dell’immagine fotografica come strumento e non come fine: le diverse stampe fotografiche, la pellicola di diapositive e le immagini più o meno elusive che su queste appaiono sono dei media, il canale espressivo di opere il cui assetto finale non corrisponde mai al loro processo formativo. Per Giambi la fotografia non solo è il medium e non il messaggio, ma è anche responsabile dell’attuale ipertrofia di immagini, che, invece, la mostra propone in maniera essenziale. 

Liber-azione include anche alcuni lavori a matita su carta di piccole dimensioni; è un percorso espositivo che attraversa la produzione dell’artista, seppur toccando solo alcune delle molteplici tappe e che appare necessario nella sua unicità, la dovuta ricostruzione di molti anni di lavoro già pluri-riconosciuto all’estero e in altre parti d’Italia. 

Durante la durata della mostra, sono in programma una serie di eventi, alcuni dei quali in presenza dell’artista, che dialogherà con il pubblico sulla sua opera, così come sullo stato dell’arte nel territorio. 

Durante l’inaugurazione avrà luogo una performance ideata da Patrizia Giambi e realizzata grazie al prezioso contributo degli artisti dell’Associazione Culturale Teatro delle Forchette di Forlì. 

Breve bio dell’artista

Patrizia Giambi espone dal 1991. Nella sua formazione, sono stati significativi gli anni del gruppo artistico spontaneo “palazzo del diavolo” da lei fondato nel 1985 nel suo appartamento a Forlì, di cui ha fatto parte Maurizio Cattelan, con il quale Giambi ha prodotto mostre e tirature editoriali fino al 1991. Ugualmente importante è l’intensa attività espositiva statunitense dal 1991 a Los Angeles e poi Chicago, Baltimora e Miami, di cui esiste un’ampia rassegna stampa internazionale.

(Shoshana Wayne Gallery, Sue Spaid Fine Art, Carl Berg Gallery, Santa Monica Museum of Art, Roberta Lieberman Gallery, Contemporary Museum di Baltimora, Art Basel Miami, tra gli altri). Invitata dall’associazione Spazi Indecisi come direttore artistico, ha progettato DO.VE. dotted venue, presentato a Forlì nel 2015. Nel 2017 ha esposto con Gal Weinstein nella mostra “I Disabitanti” alla Galleria Riccardo Crespi di Milano; poi “Door” sculture open air ai Giardini di Thetis – Arsenale di Venezia; e ancora Sue Spaid per “De Wind Deed Het” a Mechelen in Belgio, per il D’Ars Festival. Recentemente ha esposto al Museo Civico di Russi in una personale dal titolo “Figure del Vuoto”.